www.comune.olbia.ss.it


Scheda tecnica

Olbia (sardo: Terranoa; gallurese: Tarranoa), città di circa 49600 ab. nel nord della Sardegna, in Gallura, capoluogo provvisorio (con Tempio Pausania) della Provincia di Olbia-Tempio. E' l'antica capitale del Giudicato di Gallura.

Storia della città

L'attuale territorio di Olbia fu abitato prima dai nuragici, dei quali presenta un notevole numero di siti e rovine preistorici tra cui il pozzo sacro di Sa Testa, la tomba dei giganti (sepoltura megalitica collettiva) di Su Monte 'e s'Abe e il nuraghe Riu Mulinu a Cabu Abbas. Dal VI secolo A.C. venne forse frequentato per un breve periodo dai greci (secondo la tradizione greca citata da Diodoro, Strabone e Pausania il nome della città di Olbia deriverebbe dal greco e successivamente dai punici, a cui devono essere attribuite le prime tracce di un vero insediamento urbano (tra il V e il IV secolo AC).

I romani riedificaro la città sull'impianto punico e fecero di Olbia il più importante centro della costa orientale sarda, grazie al suo porto da cui partivano i carichi di materie prime verso la capitale, anche se talvolta minacciata dalle incursioni delle popolazioni còrse della Gallura e dai Balari del Monteacuto. Città notevole (con una popolazione stimata in oltre 5000 abitanti) dotata di foro, strade lastricate, terme pubbliche ed acquedotto (dal monte Cabu Abbas, dal latino caput aquarum), vi risiedeva e possedeva vasti latifondi la liberta di Nerone, Atte. Dal IV secolo diviene anche una delle più antiche sedi vescovili dell'isola.

Decaduta la città romana per le incursioni prima vandaliche e poi piratesche, a cui si aggiunse l'interramento del porto e la diffusione delle infezioni malariche nella fascia costiera, risorse nell'entroterra con il nome di Phausiana (forse l'attuale zona di Pasana) intorno al 600, per poi tornare nel sito originale con la denominazione "Civita" nel Medio Evo (periodo giudicale) divenendo la capitale dell'esteso ma disabitato Giudicato di Gallura (o Gallula) e capoluogo della curatoria di Fundu de Monte; Per iniziativa dei pisani che avevano assunto il dominio del Giudicale venne quindi ribattezzata in "Terranova" (mentre il termine Civita rimarrà esclusivamente ad individuare amministrativamente la diocesi); Città murata (sulla porta principale verso terra vi campeggiava lo stemma giudicale), centro del potere religioso (la cattedrale extra-muros di San Simplicio) e civile (il palazzo giudicale era probabilmente nel luogo della ex caserma della Guardia di Finanza con cappella palatina pressola chiesa di San Paolo) non raggiunse mai i fasti di una vera città capitale (nel 1324 contava su una popolazione di appena "132 uomini" e le fonti riportano come parte della città fosse in rovina e disabitata e ne venissero prelevati i resti anche per l'erezione del complesso della Piazza dei Miracoli a Pisa) anche se ne deteneva i diritti storici (ma gli stessi Giudici spesso itineravano tra le varie curatorie), mentre il pesante vincolo pisano nella conduzione del Giudicato ne limitava fortemente l'autonomia. A questo periodo risale comunque il fortilizio del Castello di Pedres, di cui si hanno notizie tra il 1296 ed il 1388.
Dal XIII al XVI secolo la città decade lentamente per problemi legati all'interramento del porto ormai impaludato e all'insalubrità ambientale e alla presenza della malaria, uniti all'esposizione a scorrerie piratesche/arabe e nella seconda metà del '500 la città è pressochè disabitata (nel 1559 a Olbia vengono attribuiti non più di 90 fuochi), in concomitanza con il processo di spopolamento delle coste a favore delle zone interne della Gallura e di Tempio, all'epoca in corso di ripopolamento per afflusso delle genti còrse e che progressivamente diveniva il nuovi riferimento economico e amministrativi della Gallura. Declino che comportò nel 1568 il traferimento della sede vescovile prima a Castellaragonese (oggi Castelsardo) con la denominazione di "Civita e Ampurias" e successivamente nel 1810 la nascita della Diocesi di Tempio-Ampurias. Questo processo demografico che sì invertì solo con la fine del '800 con l'arrivo della ferrovia e la riqualificazione dei porti di Olbia e Golfo Aranci che portarono alla rinascita urbana del centro.

Rinominata in "Terranova Pausania" dal 1862, nel corso del periodo fascista (1939) viene ripristinato l'antico nome romano (Olbia) e vengono realizzati regolari collegamenti aerei con la penisola a mezzo di idrovolanti. Nel corso della seconda metà del XX secolo la città cresce economicamente e demograficamente sotto la spinta della scoperta turistica della costa nord orientale della Sardegna (Costa Smeralda, Arcipelago della Maddalena, Santa Teresa), della quale diviene il principale riferimento e centro di servizi. Primo porto passeggeri in Italia, nel 1974 viene realizzato il nuovo aeroporto "COsta Smeralda" che sostituisce il precedente scalo di "Venafiorita" e diviene rapidamente il primo aeroporto turistico dell'isola.
Olbia è sede di università (sede staccata dell'Università di Sassari, corso di laurea in Economia e imprese del turismo), scuole superiori, Ospedale Civile (oltre uno in costruzione), sede locale dell'Agenza delle Entrate, sede staccata del Tribunale di Tempio Pausania, Azienda Sanitaria Locale (ASL) n. 2 di Olbia, Capitaneria di Porto, Autorità del Porto di Olbia-Golfo Aranci, Area Marina Protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo. Dal 2005 vi è insediata la sede provvisoria della Provincia di Olbia-Tempio.


Monumenti principali

- Pozzo sacro di Sa Testa, risalente al periodo compreso tra l'VIII e il VI secolo a.C., strada per Golfo Aranci; 

- Tomba dei Giganti di Su Monte 'e s'Abe, sepolture megalitiche collettive; 

- Complesso nuragico Riu Mulinu a Cabu Abbas; 

- Resti di un isolato punico in via Nanni (I secolo a.C.); 

- Resti dell'Acquedotto Romano in località Tilibbas, edificato tra il I e il II secolo per trasportare, su un percorso di 7 km circa, l'acqua delle sorgenti sulla montagna di Cabu Abbas alle terme della città antica; 

- Relitti di navi romane, venuti alla luce dal 1999 durante i lavori di scavo per la costruzione di un tunnel stradale nella zona del porto; gli scavi hanno portato alla luce 24 relitti, di cui tre con alberi maestri (uno lungo oltre 8 metri), mai rinvenuti in precedenza; due di questi relitti risalgono all'epoca di Nerone; 

- Resti della villa romana di s'Imbalconadu; 

- La basilica romanica di San Simplicio, realizzata tra l'XI e il XII secolo) al di fuori delle mura urbane, notevole testimonianza dell'architettura romanico-pisana e interamente realizzata in blocchi di granito da mestranze toscane e lombarde, è probabilmente stata nel medioevo la cattedrale della diocesi di Civita; l'edificio di culto era originariamente circondato da un ampio cimitero, utilizzato fin dal periodo punico IV secolo AC; 

- Castello medioevale di Pedres, fortilizio di cui si hanno notizie tra il 1296 ed il 1388; 

- Chiesa di San Paolo Apostolo, probabilmente risalente all'epoca bassomedievale ma pesantemente rimaneggiata nel XVIII secolo (un'epigrafe all'interno riporta l'anno 1747), nella parte più alta del centro storico della città, sorta sui resti di quella che forse era l'antica cappella palatina del palazzo dei Giudici di Gallura e precedentemente su un tempio di epoca punica e romana forse dedicato alla divinità Melqart-Ercole; La cupola maiolicata risale alla metà del XX secolo.

Testo tratto da Wikipedia



San Simplicio



Il Comune



Piazza Matteotti



Lungomare

 

 



Copyright©2006
Archimedia Studio All Rights Reserved.